Come guarire da intolleranze alimentari
Forse ci stiamo avvelenando senza saperlo?
Il prodotto da forno che continuiamo a chiamare pane, oggi non ha più nulla del PANE che per migliaia di anni ha alimentato i nostri antenati.
Scoperto da uno studioso siciliano il modo naturale per “guarire” gran parte delle intolleranze alimentari
Avete osservato che le intolleranze alimentari, le allergie, la celiachia, e il diabete sono in aumento esponenziale tra la popolazione?
Vi capita spesso di avere lo stomaco gonfio, difficoltà digestiva, mancanza di energia?
Sarà forse perché la nostra alimentazione negli ultimi 50 anni si è totalmente trasformata e oggi ingeriamo cibi un tempo sconosciuti, o comunque adulterati per via della diverse tecniche di coltivazione e trasformazione?
Perfino un cibo tradizionalmente principale nell’alimentazione dei popoli mediterranei, come il pane, che è ancora parte importante delle nostre tavole, oggi presenta connotati talmente diversi da quelli di 50 anni fa, che il nostro organismo stenta a riconoscerlo come alimento e in taluni casi reagisce come se si trattasse di qualcosa non commestibile.
Mi voglio spiegare meglio! E’ noto che il nostro organismo impara con l’adattamento a sfruttare al meglio le possibilità nutritive dei cibi disponibili in una determinata area geografica. Attraverso i secoli, così, l’organismo delle popolazioni mediterranee ha imparato a ricavare il massimo nutrimento possibile dal prodotto di base dell’alimentazione umana di quell’area, il grano. Infatti i nostri contadini potevano andare a lavorare sui campi , sotto il sole, per un intera giornata, nutrendosi solo di una forma di pane e magari una cipolla. Allo stesso modo, il riso per i cinesi o le patate per i popoli del nord Europa.
Ancora oggi nell’alimentazione mediterranea il pane conserva un posto importante insieme alla pasta, solo che, il prodotto che noi oggi mangiamo chiamandolo ancora pane, di fatto è un veramente diverso dal PANE di cui eravamo soliti nutrirci fino a 50 anni fa. E’ interessante sapere infatti, che il grano contiene nei suoi involucri esterni, incluso il germe, la gran parte dei sui principi nutritivi e che le moderne tecniche di molitura necessarie per trasformare il grano in farina, privano il grano di queste parti superficiali, non solo per avere una farina priva di scorie, ma anche per eliminare dalla farina quelle parti “vitali”, come il germe, in presenza del quale esse non avrebbero tempi lunghi di conservazione, ma sarebbero destinate a deteriorarsi dopo appena un paio di settimane. Ciò essendo incompatibile con le attuali esigenze di stoccaggio e commercializzazione delle farine, rende indispensabile la degerminazione del grano durante la molitura.
Il problema è che se noi mettiamo a confronto le caratteri che nutrizionali della farina così ottenuta, con una farina ottenuta macinando a pietra il grano intero, ci rendiamo conto della perdita di tutte le vitamine e degli enzimi restando presenti praticamente solo i carboidrati, il glutine, e il lipidi.
Il prodotto da forno che continuiamo a chiamare pane è di fatto un prodotto totalmente diverso da quello che il nostro organismo , nel corso dei secoli, aveva imparato a riconoscere come miglior nutritivo della nostra dieta, e in alcuni casi, reagisce a questo “sconosciuto” bollandolo come non commestibile e determinando le intolleranze di cui si parlava.
Se volete “ristorare” il vostro organismo fornendogli un alimento che esso sarà felice di ricevere, facilitando un riequilibrio della naturale condizione di salute del vostro corpo, provate a mangiare il pane sano, ovvero intero, fatto da noi esattamente come si faceva fino a 50 anni fa:
macinando il grano duro di Sicilia, intero e con macine di pietra e panificando entro pochi giorni dalla macinatura usando lievito madre con lievitazione lenta e naturale.
Il dott. Raia, medico nutrizionista di Ravanusa, usa questo pane per “guarire” i suoi pazienti da diverse malattie che hanno attinenza con l’alimentazione, e nutre quasi interamente con questo prodotto atleti di fama come il nostro campione italiano di pugilato, pesi medi, D’agata.
Qui nella biocucina mediterranea di Isiciliani, produciamo 2 diversi tipi di PANE SANO:
pane di nero di Castelvetrano, ottenuto dalla macinatura del grano Timilia (varietà autoctona di grano duro siciliano , diffusamente utilizzata fino al secolo scorso e poi quasi scomparsa negli ultimi 50 anni, e oggi recuperata grazie all’impegno di alcune aziende agricole biologiche siciliane.)
Pane Tico integrale, ottenuto con al macinatura del grano duro Cantico, coltivato nelle campagne di Ravanusa, direttamente nell’azienda agricola del dott. Raia
Consigli per la degustazione: il PANE SANO, ha una consistenza diversa, molto più compatta, e merita di essere masticato lentamente. Ciò consentirà anche al vostro palato di assaporare pianamente tutte le fragranze che scaturiranno da questo, semplice, miracoloso, regalo della natura, e favorirà la digestione.

